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Di cosa si tratta
La Rete dei Beni culturali (RBC) considera il ricco patrimonio che il territorio regionale ha in
termini di beni culturali, componente essenziale del paesaggio inteso come patrimonio storico e
culturale e che rappresenta all’interno del PPR-FVG una delle chiavi primarie di lettura. La
stratificazione storica che ha visto la progressiva trasformazione del primigenio paesaggio
contrassegnato, anche in pianura, da boschi e foreste, e il succedersi di popolazioni e civiltà
hanno marcato, in profondità, questi luoghi fino alla contemporaneità, lasciando sul territorio
tracce profonde, manufatti, edifici, borghi e città, elementi d’arte, strutture territoriali,
parchi, giardini, abitati storici, contesti paesaggistici di pertinenza, corsi d’acqua, cortine
edilizie, strade d’accesso a ville castelli, trasformazioni agrarie e diversificazioni colturali
quali scoline, capezzagne, filari arborati o muri di contenimento, zone monumentali, che sono
andate nel tempo a costituire un patrimonio unico ed originale.
Obbiettivi primari della Rete dei Beni culturali sono principalmente quelli di assicurare che
tutto il territorio sia adeguatamente conosciuto e salvaguardato; di riconoscere, proteggere,
conservare e migliorare i patrimoni architettonici e archeologici, gli insediamenti, e i sistemi di
beni culturali per uno sviluppo sostenibile di qualità della regione; di proporre indirizzi di
riqualificazione del patrimonio storico-culturale regionale, garantendone l’accessibilità; di
proteggere e rigenerare il patrimonio edilizio esistente con idonee politiche di conservazione tese
a valorizzare il valore storico, culturale, estetico del patrimonio regionale; di conservare la
bellezza ed il valore ricreativo del paesaggio, dei complessi e monumenti storico artistici e dei
contesti rurali; di perseguire il mantenimento dei contesti figurativi e dei coni di visuale
rispetto a beni di particolare valore paesaggistico; di favorire la gestione transfrontaliera e
interregionale dei sistemi di beni già riconosciuti a livello nazionale e internazionale.
La costruzione della Rete dei Beni culturali tende, in coerenza con gli obiettivi
sopraricordati, a evidenziare i più importanti fenomeni di territorializzazione che nel tempo hanno
plasmato il territorio regionale e di cui ne restano i segni. La selezione dei nodi della Rete è
quindi improntata a riconoscere gli elementi espressivi di questi fenomeni e le loro relazioni con
il territorio in modo da consentire una lettura non più incentrata su singoli elementi ma sul
sistema di elementi che costituisce la struttura profonda dei paesaggi regionali.
Si sono così enucleati, entro il patrimonio materiale diffuso della regione, elementi,
strutture e aspetti più significativi e distintivi, costitutivi di un ventaglio che si distende tra
polarità di valore universale, come ad esempio i siti inseriti nella Lista del patrimonio UNESCO e
quelle costitutive le specificità e valorialità territoriali e regionali. Ne è emerso un quadro che
per la prima volta permette di dare una lettura unitaria al patrimonio regionale.
La RBC ha individuato poi una serie di sottoreti selezionate tramite criteri di congruenza,
similarità, affinità dei beni, e inclusive di categorie di beni omogenei fortemente identificativi
e connotativi del territorio regionale, sia integralmente sia di una sua parte o anche di un’epoca
(castellieri e tombe a tumulo, castelli, ville venete e giardini storici, chiesette campestri,
pievi); di appartenenza a categorie di beni coesi dall’appartenere a specifiche fasi storiche; di
essere categorie di beni fondamentali nel processo di territorializzazione, di costruzione della
sua distintività, legati alla lunga durata, quindi strutturalmente e cronologicamente stratificati.
Un altro aspetto emerso e che caratterizza il PPR-FVG concerne i beni plurifunzionali,
crossover tra reti e fasi cronologiche, che sono connotati dalla lunga durata e da funzioni che si
sono modificate nel tempo.
Siti UNESCO
La rete dei BBCC ha sviluppato anche una specifica indagine sui siti UNESCO.
Sono state redatte le relative schede dei Siti inclusi nella lista del Patrimonio Mondiale
dell’Unesco:
- Aquileia – L’Area Archeologica e la Basilica Patriarcale (1998);
- Dolomiti Friulane e d’Oltre Piave (2009);
- Palù di Livenza – Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino (2011);
- Cividale del Friuli – I Longobardi in Italia. I luoghi del Potere (568-774 D.C.) (2011).
E’ in fase di redazione la Scheda del sito UNESCO di Palmanova.
Ciascuna scheda contiene il riferimento al riconoscimento UNESCO, gli aspetti paesaggistici
generali, i provvedimenti di tutela vigenti; per i siti archeologici analizza inoltre, le
componenti ancora emergenti del paesaggio antico. Ogni scheda comprende inoltre la descrizione e la
sintesi interpretativa (SWOT), che riguarda le aree cuore e tampone e ogni elemento territoriale
connesso alle medesime, nonché la relativa normativa d’uso, tenuto conto dei piani di gestione e di
azione dello specifico sito UNESCO. La scheda è completata dalla disciplina d’uso che mette in
evidenza i valori espressi dai siti anche comprensivi di contesti più ampi e permette di delineare
le linee di sviluppo urbanistico ed edilizio compatibili con i diversi livelli di valore
riconosciuti, ai sensi dell’articolo 135, comma 4, lettera d) del Codice.
Scheda della Rete dei Beni culturali
La Rete dei Beni Culturali (RBC) è un sistema interconnesso di luoghi e manufatti espressivi di
identità, il cui carattere deriva dalle interrelazioni fra fattori umani e territorio, di cui
salvaguardare la consistenza materiale e visibile e le relazioni di contesto. La RBC riconosce e
individua i fenomeni di organizzazione del territorio avvenuti nel corso della storia di cui sono
ancora percepibili le forme e gli elementi del paesaggio antico.
La Rete è articolata in una serie di sottoreti: Rete delle testimonianze di età preistorica e
protostorica; Rete delle testimonianze di età romana e loro componenti territoriali; Rete degli
insediamenti; Rete delle testimonianze di età medievale; Rete dei siti spirituali e dell’a
rchitettura religiosa (a partire dal IV Secolo); Rete delle fortificazioni (castello, struttura/e
fortificata/e, fortificazioni, torri, insediamenti fortificati, castra); Rete delle ville venete;
Rete dell’età moderna e contemporanea.
I dati della RBC sono rappresentati nella cartografia di Piano in scala 1:50.000 consultabile
e scaricabile in formato vettoriale attraverso la piattaforma WebGIS con le modalità previste dalle
Norme Tecniche di Attuazione.
- Allegati alla Scheda della RBC
Schede dei Beni culturali di Livello 3 (con elenco dei beni di livello 2) Cartografia 1:150.000: BC1 Carta della Rete dei Beni culturali (Allegati 76, 77 e 78 al PPR)